lunedì 29 gennaio 2007

OSTIE (1)



francesca mangia freud, OSTIE 2006


silvia mangia duchamp, OSTIE 2006

Mitomacchina




Mitomacchina al museo Mart, Rovereto
"Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo... un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia"
dal Manifesto del Futurismo T. Marinetti, 1909

lunedì 22 gennaio 2007

Denaro Santo (1)



DENARO SANTO
Un’intensa storia è contenuta nel denaro; una storia di guerre, devastazioni, smisurati egoismi.
La storia è in noi, la proiettiamo sul denaro e la subiamo come realtà
I soldi sono un’energia di cui bisogna trovare l’essenza, non sono un’idea ma sono condizionati dalle idee, da ciò che proiettiamo su di loro.
I soldi sono contenitori di idee (bene, male, vergogna, peccato…) che ci delineano l’esistenza, cambiare una sola idea è già una rivoluzione.
Il denaro è fallico, rappresenta il potere maschile, per antica tradizione culturale e sociale appartiene agli uomini, fino alla storia recente le donne non lo hanno amministrato ne prodotto.
Nella mia visione sono le donne a “lavarlo”.
Lavandolo, fisicamente e metaforicamente, si converte il denaro “sporco” in energia divina utile allo scambio e all’evoluzione.
Con una azione conscia modifico una convinzione inconscia che mi arriva da lontano.
In un processo di consacrazione spiritualizziamo la materia e materializziamo lo spirito.
Il denaro ripulito da emozioni e idee negative è la struttura stessa della materia, è un’energia sacra.

sabato 20 gennaio 2007

Il Sole e la Luna, 1997


elio di blasio e mandra cerrone
Il Sole e la Luna
palazzo del giustiziere, penne
13-27 settembre 1997
poesie rita ciprelli - ubaldo giacomucci - carlo lizza - mario luzi - renato minore umberto piersanti - benito sablone - marco tornar
lette da elvira giancaterino - angela salvatore
danzaperformance coreografica a cura del centro studi danza vestale di penne,
diretto da marco della valle
musica intervento musicale del liutista urgiante cipolloni, musica del primo rinascimento italiano

Oggi Sposi, 1995


Oggi Sposi mostra e performance di Mandra Cerrone e Elio Di Blasio
18 giugno 1995
a cura di Adriana Martino
Galleria d'Arte Bauta, di Maria Rosa Dei Svaldi
Montorio al Vomano, TE
foto: Paolo Dell'Elce

mercoledì 17 gennaio 2007

Studio Azzurro




Nelle installazioni interattive (Ambienti sensibili) la tecnologia si fonde con la narrazione e con lo spazio, dove gli effetti derivano dalle scelte e dalla presenza di più persone, dove accanto alla relazione uomo-dispositivo, rimane presente quella tra uomo e uomo.Gli ambienti interattivi sono supportati da “interfacce naturali”, cioè dispositivi che reagiscono senza l’uso di protesi tecnologiche, ma attraverso l’utilizzo di modalità comunicative assai comuni e poco filtrate da valenze simboliche: toccare, calpestare, emettere suoni.

martedì 16 gennaio 2007

Le Farchie






Fara Filiorum Petri, Chieti
E’ tradizione che la festa delle farchie sia stata originata da un miracolo per intercessione di S.Antonio al tempo dell’invasione francese del 1799. All’epoca Fara era protetta da un fitto querceto (la selva) che si estendeva fino a coprire intera­mente la contrada Colli. Venendo da Bucchianico verso Guardiagrele i Francesi, comandati dal generale Coutard, volevano occupare Fara ma, l’apparizione di S.Antonio nelle vesti di un generale li fermò. Il Santo trasformò gli alberi della selva in un esercito di soldati di fuoco che fermarono l’avanzata degli invasori.

Il significato simbolico del fuoco
Data la molteplicità di funzioni pratiche dell’elemento-fuoco, non deve stupire la molteplicità delle sue funzioni simboliche. Qui ci limiteremo a riassumerne le principali.
In primo luogo, il fuoco è un elemento di distruzione, in grado di ridurre la materia in cenere e fumo. Per questa sua caratteristica, molte culture gli affidano la possibilità di distruggere il male, sia sotto forma di demone, sia inteso come malattia fisica. L’effetto della distruzione per mezzo del fuoco è la purificazione ed in molti riti purificatori esso compare come elemento da attraversare o da saltare.
Se il fuoco purifica, esso stesso è puro, non deve essere quindi toccato impropriamente o contaminato dall’uomo. Per capire questo aspetto, basti pensare al caso delle Vestali che, dovendo mantenere viva la fiamma sacra, avevano l’obbligo della castità.
Il calore del fuoco si contrappone al gelo della morte e, per molte culture, cremare i corpi dei morti implica una resurrezione od una rinascita degli stessi. Al calore ed alla luce del fuoco viene associato il sole, che rende possibile la vita ed il cui percorso nella volta celeste scandisce il succedersi del tempo. Al fuoco che simboleggia il sole vengono attribuite fecondità e fertilità.
Anche il colore del fuoco, cioè il rosso, diventa sinonimo e simbolo di potere e forza, mentre la fiamma, che rischiara le tenebre, è diventata spesso metafora dell’illuminazione intesa come conoscenza. Al fumo sono spesso associate pratiche di divinazione ed il suo andamento viene interpretato per prevedere il futuro sia del singolo sia della comunità.
Il rito dell'accenzione di fuochi aveva il significato di esorcismo contro l’inverno, che genera la morte arborea, e conteneva in sé la capacità di rigenerare la fertilità della terra. Segno di questa rigenerazione era appunto il fuoco, come “potenza vivificatrice”: il suo calore invitava la gente a stare insieme e mettere in fuga il gelo della solitudine. E tale potenza rigeneratrice si propagava alla comunità, agli animali e all’intero universo, come dimostra l’usanza di spargere le ceneri delle farchie nei campi, nei pollai, nell’acqua dell’abbeveratoio del bestiame.
Questi sono alcuni degli innumerevoli usi simbolici del fuoco che “incarna” contraddizioni e potenzialità di utilizzo che hanno affascinato, spaventato, aiutato l’uomo da sempre.

(Tratto da Ignazio Emanuele Buttitta, Il fuoco. Simbolismo e pratiche rituali, Sellerio, Palermo 2002).

martedì 9 gennaio 2007

Paolo Dell'Elce



Perché portare a termine quando nessuno, in giardino, ha mai visto il mio glicine concluso. Se allora fosse del fiore il fallimento, questa, diremmo, è la bellezza del mondo, la sua esperienza visibile.
Roberto Sanesi

Dei fiori ammiro la disperata vitalità, la tenacia e la precarietà, la sensualità che prorompe dalla loro forma-gesto. Esseri di congiunzione tra vita e morte, mi attrae la loro natura, fluttuante tra materia e spirito. Quando guardo un fiore gli occhi si fanno più limpidi, si purificano, e tutto sembra più accettabile. Con lo sguardo ho cercato di accostare il loro silenzio. Da sempre con la Fotografia provo a restituire la meraviglia che mi danno.
Paolo Dell'Elce

Manara.Jodorowsky



I BORGIA
1-La conquista del papato
2-Il potere e l'incesto
"Manara e Jodorowsky, artisti dell'immagine e dell'immaginazione, liberano ed esaltano tutta la loro potenza espressiva in questi volumi della trilogia sulla saga dei Borgia. Un gioiello del fumetto d'autore tanto estremo quanto elegante, eticamente scorretto ed esteticamente bellissimo."

sabato 6 gennaio 2007

Marina Abramovic


"Nude whit skeleton"

"Balkan Erotic Epic"

l’artista così racconta: “Balkan Erotic Epic prende spunto dai miei studi sulla cultura popolare nei Balcani e sull’uso dell’erotismo. Attraverso l’erotismo, l’essere umano ambisce a diventare simile agli dei. Nella cultura popolare la donna sposa il sole o l’uomo sposa la luna per conservare il segreto dell’energia creativa e, attraverso l’erotismo, entrare in contatto con le indistruttibili energie cosmiche. La gente credeva che nell’energia erotica ci fosse qualcosa di sovrumano proveniente non dall’uomo bensì da forze superiori. Gli oggetti osceni e i genitali maschili e femminili hanno una funzione molto importante nei riti per la fertilità e l’agricoltura dei contadini dei Balcani...

...se si guardano le immagini tantriche dell’India e di altre culture, sono esplicite sessualmente ma vengono usate per fini spirituali, mentre nella nostra cultura abbiamo tolto al sesso ogni spiritualità, lo abbiamo reso vile, volgare e banale. Considero queste mie opere, l’installazione video e il filmato, come una sorta di conferenza, molto educativa. Propongo di ritornare un pò indietro nel tempo e di vedere come tutto questo si collega alle radici della nostra cultura”.

giovedì 4 gennaio 2007

lunedì 1 gennaio 2007

DENARO SANTO




performance di Mandra Cerrone, 8 ottobre 2006, Lavatoio Pubblico di Popoli, PE

Il denaro non è solo ciò che è ma soprattutto, tutto l’immaginario che ad esso è legato. E’ una cosa “sporca” per le implicazioni negative del suo uso, per i furori che può suscitare, per la necessità o la possibilità di sopravvivere o di vivere tranquilli, per il suo essere associato con il potere, le fortune, le crisi, le disgrazie. Per il suo essere motore di storie e controstorie, familiari, sociali, nazionali ecc., misura ruoli appartenenza, livelli, capacità.
Distrugge parentele, amicizie, destini, ma è anche possibilità di riscatto, di libertà, indipendenza, di giustizia, la possibilità di cambiare le sorti, le fortune in terra, la possibilità di una dignità, la possibilità di vivere,di dare serenità ecc.
Insomma nel denaro c’è buona parte della salvezza o della condanna di una esistenza terrena.
Ma è davvero così? Questa è tutta la forza simbolica e realistica del tanto o del poco denaro? Del tanto o del poco possedere?
Io credo che questa sia in fondo una finzione, una convenzione storica uno stereotipo fasullo: così rendiamo il Denaro una sorta di “divinità” intorno alla quale interpretare i sensi positivi o negativi di un esistere, di una relazione. No. Tutto ciò che abbiamo detto non basta a far essere il denaro qualcosa di più dell’oggetto che è. E’ il nostro essere attaccati al dato materiale dell’esistere, alla misurazione del successo ad averlo trasformato ad avergli dato una valenza simbolica così potente e radicata nell’immaginario da tradursi addirittura in un sistema di leggi a protezione del denaro in quanto oggetto materiale.
Ma davvero tutto ciò ha ancora senso nell’età telematica dove fortune e destini si giocano dietro i click o i pixel di uno schermo in una qualsiasi delle cattedrali mondiali di questo Dio e dentro quei luoghi della sua pratica religiosa che sono le banche?
La virtualità telematica potrebbe in realtà, non fondarsi su nulla in un sistema monetario che oggi appare svincolato da una ricchezza reale, ma è ancora talmente forte il carico simbolico dell’oggetto – denaro, da non riuscire a rinunciare all’emozione di toccarlo, farlo passare di mano, manipolarlo, perché è l’unico dio a cui abbiamo possibilità di dare volto.
Dunque il potere del denaro non si dà in se, ma viene dato dalla convenzione relazionale che lo ha stabilito come elemento tangibile della nostra stessa condizione. Insomma, il valore del denaro è esattamente quello che noi riteniamo di dargli, simbolicamente parlando, ed è per questo che è diventato concretamente il veicolo che misura e determina sorti.

Io credo che esso sia solo uno strumento di “costruzione” delle relazioni e si indirizza in base a che tipo di relazione intendiamo costruire e sviluppare: il denaro prende la strada che gli diamo e assume il ruolo che gli attribuiamo, esprime il nostro orizzonte esistenziale e relazionale.
Ecco perché può essere “merda del diavolo” o strumento di santificazione perché noi stessi possiamo essere una cosa o l’altra.
Ed ecco perché il denaro può tornare ad essere ciò che noi vogliamo sia con una “scelta”, con un gesto concreto che cambi il nostro rapporto metaforico con esso.
Non è stato facile lavarlo, non esente il timore di rovinarlo o di perderlo, ma il gesto rischioso lo ha praticamente e metaforicamente “ripulito”. Riproporre quel gesto accettare che venga ripulito, apre un orizzonte simbolico differente, ma anche un orizzonte reale: molte cose possono far diventare il denaro strumento di abbondanza, di felicità distribuita e condivisa. Esso non manca, manca la nostra capacità di dargli un orizzonte che non sia egoistico o di celebrazione del potere divino che la sua parte uranica, tellurica, maschile gli ha storicamente attribuito. Manca la nostra capacità di pensarlo come strumento di libertà condivisibile.
Qui non si tratta di insegnare a nessuno un ipotetico senso etico dell’uso del denaro, ma solo il desiderio di richiamare l’attenzione sul fatto che esso ha un orizzonte possibile diverso, che il nostro modo di concepire relazione e felicità può cambiare se cambia il nostro modo di dare senso al simbolo, se cambia il nostro modo di contestualizzarlo, di manipolarlo.
Quale diventerà il modo per rendere santo il denaro? Ma quale saranno allora i nostri modi per far tornare qualsiasi cosa possa dipendere dal nostro scegliere, strumento di costruzione o distruzione, strumento di giustizia o discriminazione, strumento di libertà reciproca o abbrutimento individualista?
Antongiulio Zimarino

La città degli uomini d'oro


contenitore, Silvia Pennese
la città degli uomini d'oro, Mandra

Oro - doppia personale: Mandra Cerrone e Silvia Pennese

Energia e immaginazione, simboli e metafore, analogie...I mezzi e gli strumenti dell'artista e dello -sciamano" si intersecano e si sovrappongono in maniera evidente ed innegabile. Entrambi creano, rappresentano, manipolano la realta' - interiore o visibile - per se' e per gli altri. La consapevolezza e' la qualita' principale dell'artista-sciamano che nell'"universo" guida e manipola il sogno - o il segno? - con la creativita', crea dei nuovi sentimenti, esegue un atto poetico consapevole e finalizzato. Leggere l'arte con occhio -sciamano", richiede di abbandonare le logiche della storia e della critica dell'arte, significa lasciarsi attraversare dai simboli, sentire analogicamente, rintracciare il desiderio dell'artista che si fa segno, ricercare la Bellezza: entrando nella visione dell'artista se ne svela l'essenza.Mandra e Silvia, artiste -sciamane", il cui lavoro confluisce in uno stesso ideale e senso ultimo, ricreano significati e sentimenti. Usano il simbolo con finalita' e consapevolezza, in modo intenso, per -ritrovare l'anima alle cose" e compiere -l'atto fanciullesco di immaginare il mondo", -animano il mondo e lo restituiscono all'anima" (J. Hillmann).Tra i simboli e le analogie che ritroviamo nelle opere di Mandra: Le -Ostie", cibo spirituale, in questo caso ad uso -psicomagico", riecheggiano e suggeriscono riti - momenti magici e di catarsi. Il rito suggerito metaforicamente realizza una pulsione dell'inconscio, che altro non e' che una necessita' dell'anima. Mangiando l'immagine della realta' ne assimiliamo l'essenza.-La citta' degli uomini d'oro": opera di sacralizzazione delle relazioni umane e familiari, che si estendono fino alle piu' profonde radici dell'umanita'. L'artista rintraccia nella fisiognomica la divinita' che lo abita. La dimensione umana - quotidiana, banale - si proietta in dimensione mitologica.Silvia propone, -Istanteceleste", pone in alternativa la luce e l'ombra, ed in alternanza il cielo e la terra. Istanti che si trasformano subito in codici fatti di forme, luce e colore, ed il significato dell'essere celeste dentro e fuori di noi appare e scompare.-Contenitore d'oro", alternanza tra divino e materiale, tra macrocosmo e microcosmo, due sezioni carte e pigmento blu. -Contenitore creativo", icona sacra, simbologia che sostituisce la parola. Gli strumenti dell'artista prendono una dimensione -sacra", terapeutica, finalizzata a far sperimentare la trasformazione del visibile e del non visibile.
Camilla de Petris